Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2026

La sindrome della bocca urente (BMS), conosciuta anche come sindrome della bocca che brucia e da alcuni chiamata anche solo “lingua urente”, è un disturbo del dolore orofacciale cronico caratterizzato da una sensazione persistente di bruciore o di fastidio nella cavità orale in assenza di lesioni organiche identificabili. Recentemente, la comunità scientifica ha proposto di ridefinire questa condizione come burning mouth disorder (BMD), una denominazione ripresa dalla International Classification of Orofacial Pain del 2020, per evidenziarne la natura di vero e proprio disordine neurologico e non di semplice insieme di sintomi.

Epidemiologia e impatto clinico

La prevalenza della BMS varia notevolmente a seconda dei criteri diagnostici e dell’area geografica, con una stima globale dell’1,7% nella popolazione generale, ma che raggiunge il 7,7% nei contesti clinici odontoiatrici. È una patologia con una forte disparità di genere. Colpisce prevalentemente le donne con una frequenza stimata da 3 a 9 volte superiore rispetto agli uomini), specialmente sopra i 50-60 anni. Per il Percorso diagnostico e ruolo del professionista

Comprendere le cause e i sintomi della bocca urente è il primo passo per un corretto inquadramento clinico. Secondo due classificazioni internazionali del dolore – la ICOP, dedicata al dolore orofacciale, e la ICHD-3, dedicata alle cefalee e ad alcuni dolori cranio-facciali – la diagnosi di BMS richiede che il dolore sia presente per più di 2 ore al giorno per oltre 3 mesi. Essendo una diagnosi di esclusione, l’odontoiatra deve condurre un’analisi rigorosa per escludere cause locali o sistemiche di “BMS secondaria”, tra cui:

  1. carenze nutrizionali: deficit di vitamina B12, ferro o acido folico;
  2. condizioni sistemiche: ipotiroidismo, Gestione terapeutica nella sindrome della bocca urente

    La gestione e terapia della sindrome della bocca urente richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga odontoiatri, neurologi e specialisti in salute mentale. Per i professionisti della SIdP (Società Italiana di Parodontologia e Implantologia), comprendere la complessità di questa condizione è fondamentale per migliorare la qualità della vita del paziente e fornire un supporto terapeutico basato sulle evidenze più recenti.

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Autore: SIdP – Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

A cura della Commissione Editoriale della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia

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